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PRESENTAZIONE

Il problema del riconoscimento dell’esistenza di uno specifico sistema giuridico latinoamericano è stato positivamente risolto alla fine del XIX secolo dal giurista brasiliano C. Bevilaqua che, per primo, è pervenuto a riconoscere esplicitamente la specificità di tale diritto nel quadro dei grandi sistemi giuridici, e ha dato formulazione scientifica sintetica ad una serie di intuizioni o spunti presenti alla scienza dei giuristi del continente. Questa acquisizione scientifica ha trovato il conforto di successivi studi di altri giuristi latinoamericani (A. Saravia da Cunha Lobo, M. A. Laquis, C. Fernández Sessarego, F. Hinestrosa, ecc.) ed europei (J. Castán Tobeñas, J. M. Vázquez, J. L. de los Mozos, H. Eicheler, P. Catalano, S. Schipani, ed altri). Essa ha superato un anacronistico eurocentrismo, che costituiva un errore metodologico.
Questa acquisizione non nega, per il periodo posteriore all’indipendenza:

  • né la permanenza, fra il sub-sistema latinoamericano e quello(-i) europeo(-i), di concetti principi istituti e norme comuni al generale ambito del sistema giuridico romanistico e dei principi generali del diritto, che di questo sono espressione;
  • né l’influenza europea sul diritto dei paesi dell’America Latina, e la possibilità e utilità di una analisi articolata della stessa (si può distinguere infatti certamente una influenza francese, una tedesca, una italiana, ecc.)
    Essa consente inoltre di analizzare l’individualità del sub-sistema giuridico latinoamericano:
  • nella sua relazione con la sua «base cultural» costituita da un «bloque romano-ibérico-precolombino», la coscienza della cui identità è fondamento della indipendenza dell’America Latina stessa;
  • nella efficacia della sua unitarietà, nella omogeneità romanistica delle legislazioni delle diverse repubbliche, e nella sua capacità di apertura all’eredità delle istituzioni di origine pre-colombiana;
  • nelle sue specificità di metodo, concettuali, normative;
  • nei suoi elementi di salvaguardia della identità stessa;
  • nell’essere centro autonomo dello sviluppo del sistema;
  • nella sua capacità di dialogo con gli altri sistemi proponendo i frutti della propria elaborazione del diritto, cosa che è di interesse generale.

Questi diversi livelli dell’individualità del sistema sono stati approfonditi, ed hanno posto in luce ad es.:

  • il ruolo dei codici della trasfusione del diritto romano e dell’indipendenza, l’esistenza di un mos latinoamericanus iura docendi ac legendi, la maturazione di specifici «principi generali del diritto latinoamericano»;
  • la specificità del diritto delle persone che prevede il generale godimento dei diritti da parte di ogni uomo, l’acquisizione della cittadinanza per ius soli, il generale riconoscimento al concepito dei diritti a lui favorevole, ecc. sulla base di una coerente fedeltà al concetto tecnico-giuridico romano di homo;
  • gli elementi di resistenza insiti nel diritto di famiglia;
  • la possibilità di influenza che l’elaborazione del diritto in America Latina ha esercitato sulla codificazione europea, e che concorre oggi a fondare in Europa altresì la stessa corretta interpretazione non statual-legalista del rinvio ai «principi generali del diritto».

Sembra che, in qualsiasi ambito si avvii un esame correttamente impostato del diritto in America Latina, si raccolgono risultati significativi; che si rivelino aspetti di esso che sono restati occultati da interpretazioni che non ne hanno sviluppato la forza endogena, che può produrre soluzioni migliori per esso e di generale interesse (ad. es. il principio del favor debitoris).

Inoltre, questa linea di ricerca si prefigge lo scopo di approfondire il particolare rapporto che nel Sistema giuridico latinoamericano si instaura tra giuristi e codici, sia per quanto riguarda il processo di codificazione, sia per quanto riguarda la successiva interpretazione dei Codici promulgati.
Infatti, già i Codici di Giustiniano si presentavano come il frutto di due fondamentali fonti di produzione del diritto, entrambe proprie del sistema del diritto romano: la legge e la scienza giuridica. Essi pongono l’unità sistematica del ius Romanum commune come meta della pluralità dei iura populi Romani; ne riconoscono la radicale destinazione per gli uomini (hominum causa), per tutti gli uomini (universi, cuncti), alla cui essenziale uguaglianza strutturalmente tendono (e di cui realizzano passi importanti, generalizzando la cittadinanza romana, cancellando lo status di peregrini, ribadendo che natura omnes liberi nascuntur).
I Codici di Giustiniano costituiscono il modello a cui si sono ispirati i Codici moderni, nei quali si sono sviluppati alcuni profili di essi, mentre altri a volte sono stati trascurati, a volte sono stati aggiunti concetti istituti e regole, e che -si deve sottolineare- come quelli sono frutto della confluenza della statuizione del legislatore e dell’elaborazione della scienza giuridica, ed al sistema da essi trasmesso sono anche formalmente connessi dal riferimento ai principi generali del diritto.
Queste caratteristiche dei Codici moderni si sono scontrate, con intensità in Europea e in America Latina, con il nazionalismo giuridico e lo statual-legalismo, che ne hanno prodotto una lettura alternativa, in contrasto con il sistema e tendente a frantumare l’unità ed a negare il ruolo della scienza giuridica.
I due momenti, quello dell’apporto del giurista come momento ineliminabile per la codificazione del diritto, e quello della successiva mediazione dello stesso nella comprensione e nella applicazione per la codificazione del diritto, e quello della successiva mediazione dello stesso nella comprensione e nella applicazione del Codice stesso una volta promulgato, si presta in America Latina ad una proficua analisi, che pone in crisi la presunta vocazione meramente interpretativa del giurista ed evidenzia la sua partecipazione vuoi al momento della produzione, vuoi a quello dell’applicazione del diritto. La valorizzazione di queste dimensioni dell’attività del giurista sembrano trovare proprio nel Sistema giuridico latinoamericano un importante campo di riscontro, che merita di essere valorizzato in quanto elemento caratteristico del Sistema suddetto.
A questo riguardo, preso atto che possono considerarsi acquisite, entro una prospettiva di ‘storia esterna’, le peculiarità del processo di codificazione latinoamericano rispetto al processo di codificazione in Europa e l’importanza della dottrina latinoamericana come elemento ineliminabile di adeguamento del diritto codificato al Sistema del quale esso partecipa, si ritiene necessario un approccio metodologico che privilegi la prospettiva sopraevidenziata in termini di elaborazione storico-dogmatica dei problemi e degli istituti giuridici.
Infine, si può aggiungere che questa linea di ricerca si inserisce nel quadro delle iniziative che hanno dato vita a Convegni e Seminari dedicati all’attuale significato del diritto romano comune ed all’importante ruolo che esso non ha cessato di avere nel Sistema giuridico latinoamericano, vuoi in rapporto ai grandi codificatori latinoamericani (vd. i volumi, su: Andrés Bello y el derecho latinoamericano. Congreso internacional [Caracas, La casa de Bello, 1987]; Augusto Teixeira de Freitas e il diritto latinoamericano [Padova, CEDAM, 1988]; Dalmacio Vélez Sarsfield e il sistema giuridico latinoamericano [Padova, CEDAM, 1991]; La formazione del Sistema giuridico latinoamericano: Codici e giuristi, in Rivista Roma e America. Diritto romano comune, 12/2001 e 13/2002 [Modena, Mucchi ed.]), vuoi in rapporto ai processi di unificazione del diritto latinoamericano, sia nella prospettiva dei ‘Codici Tipo’ (Un ‘Codice Tipo’ di procedura civile per l’America Latina [Padova, CEDAM, 1990]; Principi per un ‘Codice Tipo’ di diritto del lavoro per l’America Latina [Padova, Cedam, 1993]; Un ‘Codice Tipo’ di procedura penale per l’America Latina [Padova, Cedam, 1994]; Diritto romano comune: principi, Codici ‘Tipo’, formazione del giurista en Revista Roma e America. Diritto romano comune, 3/1997 [Modena, Mucchi ed.]), sia nella prospettiva dei principî (Debito internazionale. Principi generali del diritto [Padova, CEDAM, 1995]; ‘Principi per i contratti commerciali internazionali’ e il Sistema giuridico latinoamericano [Padova, CEDAM, 1996]; Le fonti del diritto del lavoro e il sistema giuridico latinoamericano in Rivista Roma e America. Diritto romano comune, 2/1996 e 3/1997 [Modena, Mucchi ed.]), sia nella prospettiva del diritto dell’integrazione (Statuto del’impresa e Mercosur, estratto della Rivista Roma e America. Diritto romano comune [Modena, Mucchi ed., 1996]; Il diritto latinoamericano dell’integrazione: il MERCOSUR, in Rivista Roma e America. Diritto romano comune, 4/1997 [Modena, Mucchi ed.]).

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